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6 gennaio 2012 5 06 /01 /gennaio /2012 09:26

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T E S T I M O N I A N Z A

Per me è sempre difficile ripercorrere le tappe di una vita, ed è doloroso guardare indietro. Molto difficile e carico di apprensione risulta pensare al futuro che, per la mia bambina, si profila ancora incerto e sfuocato. Tuttavia, la speranza, che è l’ultima a morire, oggi riceve una valida conferma sapendo quale duro lavoro stanno compiendo molti genitori : dipende da loro se le cose stanno cambiando. Dipende anche da noi se il cambiamento avviene, da noi che abbiamo ricevuto il sostegno di molte persone desiderose di aiutarci, e che ora continuano ad affiancarci, incoraggiandoci e sostenendoci.Questa è una delle tante storie di Autismi : ognuno ha una storia che comincia, più o meno, come la nostra.
La nostra storia è segnata dalla inevitabile consapevolezza che il nostro bambino, dotato di un aspetto perfetto, ha enormi difficoltà di comunicare, di relazionare,di giocare di condividere, di gioire e di piangere insieme agli altri. Il suo isolamento e i suoi comportamenti bizzarri hanno trascinato tutta la famiglia in un vortice di cambiamenti radicali. Eravamo soli e il nostro unico sostegno è stato quello dei genitori che vivevano il nostro dramma.
Siamo stati in giro un po’ dappertutto..tanti genitori che hanno voluto condividere le loro esperienza ed è anche grazie a loro che oggi posso dire che NE VALE LA PENA, nonostante il dolore e il senso di impotenza che ti prende in alcuni momenti, perchè ogni traguardo anche piccolissimo è un passo avanti.
Un grazie a tutti coloro che hanno creduto e credono e vogliono costruire un mondo migliore..sorridere per poi riprendere la strada, rappresenta la speranza di un futuro in cui la famiglia è il trampolino di lancio verso una vita propria che, nella sua diversità, è degna di essere vissuta.

 


Quasi tutti i genitori afforntano una prima fase, nel rapporto con la disabilità del proprio figlio, che è quella che riguarda il combatterla. In pratica si pensa che, per garantire al propri figlio una vita dignitosa si deve cercare di superare le difficoltà modificando l'handicap.
A volte questo riesce, a furia di riabilitazione e di educazione specifica....soprattutto i primi tempi si ha paura di perdere del tempo inutilmente: troppe sono le cose da stimolare, troppe sono gli apprendimenti che il bambino deve attuare per raggiungere un..."apparente" normalità che non lo renderà più un escluso.
Così si suppone che in una scuola "specializzata" per quel tipo d'handicap il proprio figlio avrà la garanzia di ottenere tutti gli apprendimenti che gli necessitano per..."diventare" normale.
Poi. però....ma mano che si và avanti a conoscere il proprio figlio ed in generale tutto ciò che riguarda la disabilità...ci si accorge che quel modello che si è preso come "normalita" in realtà cambia continuamente e che in realtà nessuno ci si adatta perfettamente. Allora si comincia a scoprire che molte delle difficoltà che il proprio figlio incontra non sono dovute alla sua diversità ma all'incapacità degli altri di accettarlo per quello che è...perchè son tutti presi a rincorrere un ipotetico modello di normalità che non esite!
Allora cominci a pensare che non è tuo figlio che deve cambiare per adeguarsi agli altri...ma sono gli altri che devono imparare ad includere nel mondo tutti, anche tuo figlio.
E' per questo che, ad un certo punto, si comincia a battersi per l'integrazione..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Condivisione di una mamma/counselor ...
Non molto tempo fa, consideravo l’emozione della rabbia come naturale, ossia benvenuta, se doveva venire!
Finché il mio fegato non si è intasato!

Questa è stata la molla che mi ha permesso di rivisitare e riconsiderare questo tipo di atteggiamento e di emozione che si chiama rabbia!

Da un precedente articolo che troverete in questo blog, vi accorgerete la differenza di quanto starò per dire e quindi del mio cambiamento. La mia nuova, per me, considerazione su questo stato pulsionale è che la rabbia è cedere alla colpa , all’attacco, alla difesa, alla condanna e alla vendetta. È un’esplosione di paura che si manifesta con irruenza e falsa veridicità. La rabbia, da ciò ho dedotto, è una bella risonanza del nostro ego. È stato toccato qualcosa che ci fa male, che ci fa paura, qualcosa che rischia di essere minacciato, che abbiamo paura di perdere.

Ma più che attenzione sulla rabbia vi vorrei condurre sulla riflessione e osservazione della logica rabbia-attacco, attacco - colpa, colpa = vittima - carnefice, colpa – punizione, condanna.
Ci stiamo tramandando da millenni che è la punizione che fa la correzione; falso! Dalla punizione nasce dolore, delusione, frustrazione e paura. E tutto questo prende il posto dell’amore, l’unica cosa con la quale possiamo correggerci. La correzione è apprendimento, è impegno a modificare ciò che è andato storto e l’errore mi serve solo a questo e non per rimuginare sulla colpa, sullo scandalo e su tutto questo versante che mi allontana dall’amore e mi porta verso il delirio del peccato, senza via d’uscita.

Purtroppo questo è spesso sotto i miei occhi osservandomi nelle dinamiche genitori/figli. Se il figlio non ascolta il genitore, e qui per "non ascolta" vuol dire non obbedisce ad un ordine, il genitore si arrabbia e mette in atto una punizione. C’è sempre la condizione del ricatto. Onestamente ho cominciato da tempo a mollare questo atteggiamento, ma ancora lo sento radicato e non lasciato andare completamente. Non voglio insegnare questo ai miei figli!
Il ruolo dell’essere padre/madre è quello fondamentalmente di insegnare la Pace e l’Amore e il sistema della punizione non corrisponde affatto a questi principi.

Ma come fare per guidare i propri figli?

Credo che non si faccia abbastanza riguardo il considerare i propri conflitti e “rigidismi” interni come blocchi nell’educare, dato che è l’esempio che educa! La comunicazione può essere sicuramente più curata, aumentare il contatto visivo e fisico; non posso pretendere di essere ascoltato se uno è da una parte e l’altro dall’altra. Mettere in comunione il proprio vissuto emotivo: “ mi dispiace se … “ , “ mi sento triste quindi …” , “ sto provando …”, “ ti chiedo scusa se …” , “ ho stanchezza e non ce la faccio a …” ; se aggiungiamo un po’ di dose di umanità per cominciare, poi si potrà andare oltre fino ad arrivare ad una intesa sempre più profonda, ma sempre nella misura in cui io curo la mia crescita personale/spirituale, garanzia per la crescita di chi si ha la responsabilità.

Non bisogna percepirsi separati, non funziona che i figli sono su di un livello e i genitori su un altro. Posso concepire questa esperienza genitoriale come occasione per migliorare me stesso, perché i figli ci tirano fuori i nostri conflitti interni e i nostri blocchi che non ci permettono di crescere, ed ecco che l’insegnamento si trasforma in apprendimento, condizione necessaria per evolvere e per dare sempre messaggi rinnovati e purificati da ciò si credeva impedire il cambiamento.

È proprio una benedizione quella di confrontarsi con le risonanze che emergono nell’educare i propri figli.
Tutto quello che desidero per ora è cercare di ripulire sempre di più le loro anime,e la mia, dal falso fardello di portare una colpa o di essere peccatori per chissà quale cosa, ma di far percepire loro l’Amore, l’innocenza che non perderanno mai, la purezza, l’unione con chiunque, l’uguaglianza e tanti tesori ancora da sentire dentro, sulla strada per la Verità!

Grazie per aver condiviso!?
Elisabetta Paparoni

 

 

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Il dramma dell’autismo: tutto il peso sulle famiglie, la metà delle madri ha lasciato il lavoro oppure lo ha ridotto
 
 MAMMA CLAUDIA SCRIVE
Vediamo un po’
Potrei dire che a 41 anni (ora ne ho 44) ho lasciato il lavoro senza maturare il diritto alla pensione da cui ero lontanissima già prima di Monti, perché odio la monotonia (!?) e sono passata per 20 anni da un lavoro a termine ad un altro, senza soluzione di continuità e con frequenti periodi di riposo forzato fra un impiego e l’altro; non sono stata nemmeno tra quei fortunati, o furbi, che lavorano 6 mesi l’anno e campano per i restanti sei con la disoccupazione stagionale! Mai beneficiato di alcun ammortizzatore sociale, perché il contratto di turno non mi dava diritto ad alcun “paracadute”.
Ovviamente ho bruciato tutti i ridicoli risparmi di una vita; infatti per poter “seguire” il lavoro dove c’era ho sempre affrontato traslochi, trasferimenti e relative spese.
Sembrerebbe il ritratto di questi giovani precari di cui tutti si riempiono la bocca, se non fosse per l’età e per il motivo per cui il mio ultimo lavoro è andato e farsi benedire.

Mia figlia, tre anni compiuti da poco, è autistica.
Nessun parente che sia di aiuto. Niente soldini per pagarsi un aiuto esterno.

Quindi dietro alla mia immagine di “sfigata sociale” c’è una mamma, un medico, una badante, un’insegnante, una colf, una “studiosa ricercatrice”, una operatrice-abilitatrice-logopedista-infermiera, un assistente sociale e quasi quasi un avvocato… che di media si fa un po’ più delle 17,5 ore al giorno continuative a remunerazione zero…
anzi, facendo i conti fra:
- il mancato reddito per la rinuncia ad uno stipendio;
- tutto il lavoro qualificato (perché si studia e si diventa spesso più esperti degli esperti, se non altro perché nessuno di loro eguaglia il tempo che trascorriamo con i nostri figli disabili né in quantità, né in qualità) non remunerato;
- tutto il denaro investito per imparare, studiare, ricercare che nessuno si sogna di rimborsare;
- tutte le spese sostenute per portare nei rari centri di eccellenza questi bambini, date l’inidoneità della stragrande maggioranza delle NPI di competenza territoriale…
- considerando che lavoriamo sui bambini anche al posto di quelli che lo stato paga per farlo, ma non lo fanno, mi permetto di dire che lo stato e il suo welfare sono in debito con me, così come con tutti i genitori che fanno la mia vita.

E invece no, ci trattano da profittatori parassiti, quelli che non hanno maturato la pensione…quelli che si permettono di chiedere un accompagnamento, quelli che osano chiedere alla scuola, alle asl, agli assistenti sociali di fare il loro lavoro BENE, o almeno di provare a farlo… quelli che rovinano il paese.
Siamo gli appestati moderni, malati colpiti da quel disgustoso morbo che gli fa chiedere ossessivamente il rispetto dei diritti dei figli disabili.
La brutta notizia, cari signori, è che in futuro dovrete pagare anche la disabilità peggiorata dei nostri figli a cui non avete garantito i trattamenti adeguati al momento giusto pagando asl pressoché nullafacenti e graveranno sulle vostre tasche pure le malattie di noi genitori, causate dalla vita che ci costringete a fare…
Ma non è una novità, la verità è che per voi vale sempre la regola di rimandare a domani quello che si può fare oggi, tanto ai posti di potere ci sarà già qualcun altro …
Oppure, chiedo provocatoriamente, avete in mente una soluzione alternativa e definitiva per mamme e prole come noi?

Siamo tutti così concentrati su noi stessi, che quando racconto la storia nuda e cruda ai miei migliori amici…cadono dal pero.
La prima reazione è l’incredulità. La gente ascolta come se sentisse un racconto fantastico dell’orrore… finchè non ci si cade dentro a drammi come i nostri, semplicemente non esistono.
Hai ragione, quello che più mi è pesato nel primo anno è stata la solitudine, anzi, l’isolamento.
Continuavo a ripetermi che fosse impossibile essere così invisibili…per i medici, le istituzioni… ero ancora una povera illusa… appena mi sono sentita dire che era una cosa gravissima e incurabile ho veramente creduto che mi avrebbero aiutata, che si sarebbero presi cura di noi…poi mi sono svegliata.
Ci sarà un motivo se la chiamano presa in carico…carico…come un peso, esattamente come ci trattano.

 

 

Pier Giorgio Silvestrin

  •  

    .....ho avuto e ho modo tuttora di frequentare genitori di ragazzi autistici che acquistano da noi il costume da bagno per incontinenti...persone stupende con cui relazionarsi e cercare di capire...ho avuto modo...anzi ho provato a relazionarmi con il mondo delle associazioni che si occupano di autismo tra i quali i vari gruppi che lavorano con la TMA in acqua e mi sono beccato una pseudo denuncia....ahahah.....e pensare che avevo provato a contattare le associazioni su suggerimento dei genitori.Scusa ma noi ci occupiamo di circa 250 patologie invalidanti e quindi abbiamo modo di parlare con un bel campionario di varia umanità e quello legato all'autismo mi sembra che viaggi su doppio binario i genitori da una parte che si preoccupano dei loro figli e "il grande baraccone inteso come strutttura che ruota attorno a questa malattia....che viaggia con ritmi tutti suoi...e a mio modesto parere non ne esce vittorioso...purtroppo.

  • 215847 1815491305242 1178869264 31773351 3480075 n

 

 

 

 

 

 

 

Autismo

Identificata da Kanner nel 1943, la sindrome autistica è al centro di numerosi studi in diversi ambiti di ricerca.

Con autismo ci si riferisce a una alterazione della reciprocità-sociale, a una grave anomalia della comunicazione, ad un repertorio comportamentale limitato con stereotipie motorie, povertà di interessi e insistenza a fare le stesse attività. I sintomi si manifestano in genere, entro i primi 3 anni, in un bimbo su mille di tutte le popolazioni del mondo e di ogni ambito sociale. I maschi risultano colpiti 4 volte più delle femmine.

Per l'OMS è un disturbo generalizzato dello sviluppo. Alcuni lo associano ad una alterazione dello sviluppo celebrale in una fase precoce della vita fetale. Il campo della ricerca, comunque , è tutto aperto. Al momento, infatti, non esiste una singola causa conosciuta. Molto ci si attende dai processi delle neuroscienze e dalla loro applicazione clinica. In particolare dagli studi di biologia molecolare relativi allo sviluppo cerebrale, dalla ricerca sui fondamenti biologici della socializzazione e della comunicazione, dalla psicofarmacologia, dalla genetica.

 

Autismo né giudici, né colpe

Mentre non è stata ancora determinata la causa, la maggior parte degli esperti concorda su una non-causa.

E cioé che nell'insorgenza dell'autismo non hanno un ruolo determinante i fattori ambientali, anche se poi i medesimi possono contribuire al successo di un programma didattico di un intervento rieducativo. Per dirla con maggiore chiarezza, il comportamento di un genitore non può originare l'autismo del proprio bambino.

Per un lungo periodo alcuni "esperti" hanno attribuito la responsabilità dell'autismo dei bambini a genitori freddi e distaccati o con disturbi psicologici o della personalità. Si sono coniate espressioni del tipo "madri frigorifero" con i conseguenti effetti devastanti su madri già gravemente provate dalla disabilità del figlio. Per questo sentiamo il dovere di ripetere che i genitori non sono mai la causa prima dell'autismo del loro piccolo anche se possono svolgere ruoli determinanti nel favorire lo sviluppo delle sue abilità e competenze.

 

"Un figlio sulla luna"

Il bambino autistico ha estreme difficoltà a relazionarsi con le altre persone, anche con i propri genitori. Si isola, spesso evita lo sguardo e può non rispondere se è chiamato per nome. Perciò all'inizio, si può pensare ad un deficit uditivo, insorto improvvisamente. Verificata la funzionalità dell'apparato uditivo, cominciano le osservazioni. E allora ci si sofferma sul camminare in punta di piedi , sugli oggetti girati per ore, sul rifiuto, a volte di abbracci e baci dei famigliari, sulle notti insonni.

Sulla sua originalità così difficile da gestire. Fino alla diagnosi. Il lavoro deve cominciare prima possibile: terapie individualizzate per trattare specifici sintomi, psicoterapie per promuovere le competenze emozionali ed aiutare il bambino ad affrontare l'ansia, interventi educativi per favorire sviluppo sociale e linguaggio, programmi ricreativi per agevolare la maturazione emozionale, eventuali farmaci secondo le necessità cliniche individuali. Fondamentale, inoltre, il sostegno e la guida alla famiglia: spesso i genitori sono disorientati dinanzi ad una situazione davvero complicata. Aiutarli significa anche aiutare i loro piccoli.

 

"Autismo: AERC, genitori al lavoro"

In "Autismo infantile " il prof. Zappella, di Siena, si propone di dimostrare come la natura dell'autismo appaia "legata in parte ai fattori organici" e "in parte ai disturbi neurobiologici" che esprimono quadri depressivi o bipolari a esordio precoce. In taluni casi, dunque, potrebbero mutare le prospettive prognostiche.

Nel libro è descritto il metodo AERC "Attivazione Emotiva e Reciprocità Corporea " , che affida soprattutto ai genitori gli strumenti per recuperare le capacità dei loro figli. Si mira a recuperare le principali tappe relazionali del normale sviluppo infantile.

E i modi con cui si cerca di raggiungere questi obiettivi sono basati sulla reciprocità corporea e sulla collaborazione, e spesso arricchiti da elementi di attivazione emotiva. In genere dice il neuropsichiatra , questa terapia, particolarmente efficace nei bambini di età inferiore ai 6-7 anni, dura poco più di un anno.

AERC, aggiunge Zappella, "spesso trae vantaggio dall'uso contemporaneo di diete e di farmaci appropriati. Nella sua fase iniziale alcuni brevi holding possono essere utili".

 

TEACH, MIGLIORARE LA QUALITA' DELLA VITA

Così come non esiste una singola causa conosciuta dell'autismo, non esiste neppure una singola cura. Vari i tipi di intervento: psicoterapia, psicomotricità, training uditivo, musicoterapia ecc...

Il Teach (trattamento ed educazione di bambini autistici e con handicap della comunicazione) è uno dei più noti metodi educativo-comportamentali. si approntano programmi strutturati adattati individualmente ad ogni bambino. Ideato da Schopler, è applicato negli USA da circa 30 anni . Il Teach non intende curare l'autismo ma migliorare la qualità della vita di autistici e famiglie.

 

Autismo, la comunicazione facilitata

Si insegna la scrittura utilizzando immagini o lettere dell'alfabeto, macchina da scrivere, computer. Una persona chiamata facilitatore lavora con il soggetto autistico in prospettiva di una autonomia della comunicazione.

All'inizio sosterrà il polso dell'autistico, ma il processo riabilitativo proseguirà sino a consentire al soggetto di digitare su una tastiera autonomamente il proprio pensiero rivelatosi più elaborato di quanto si creda.

Centro studi CF, via Entella, 183/15 Chiavari. Tel.0185-233118 06-69920878 "Comunicazione facilitata" Biklen-adei-Benassi, ed. Omega, in stampa.

 

Autismo: il delfino un amico terapeuta

Alcuni bambini autistici durante e dopo l'incontro con i delfini appaiono più rilassati e disponibili agli altri. L'immersione in acqua e l'intelligenza , la voglia di contatto dei delfini possono dare gioia a bambini che, spesso, non sanno né sorridere né giocare.

ARION (tel.06-5818243) ha sinora avuto a disposizione solo il delfinario di Rimini per la delfinoterapia. Si attendono altre disponibilità. Il sogno dell'associazione, comunque, resta quello di avere un'area di mare protetta che ospiti i delfini nati "in cattività" nei vari delfinari d'Europa.

 

Autismo: la carta dei diritti

Adottata dal Parlamento Europeo nel 1996, vi si afferma che le persone autistiche hanno gli stessi diritti della popolazione europea, in base alle proprie possibilità e al proprio interesse.

Le persone autistiche hanno diritto a:

  1. una vita piena e indipendente nella misura delle proprie possibilità
  2. una diagnosi e valutazione clinica precisa, accessibile e imparziale
  3. una educazione accessibile e idonea
  4. (o i rappresentanti) a decidere del proprio futuro e, per quanto possibile, al riconoscimento dei propri desideri
  5. a una abitazione accessibile e appropriata
  6. ad attrezzature, aiuto e presa in carico necessaria per condurre una vita produttiva, dignitosa e indipendente
  7. a un reddito o ad uno stipendio sufficiente a provvedere al sostentamento
  8. a partecipare per quanto possibile, allo sviluppo e alla gestione dei servizi realizzati per il loro benessere
  9. a cure accessibili e appropriate per la salute mentale e fisica per la propria vita spirituale
  10. a una formazione corrispondente alle proprie aspirazioni e a un lavoro senza discriminazioni e pregiudizi
  11. a mezzi di trasporto accessibili e alla libertà di movimento
  12. attività culturali, svago, sportive
  13. a godere di risorse, servizi e attività a disposizione della popolazione
  14. a relazioni sessuali, matrimonio incluso, senza coercizione o sfruttamento
  15. a rappresentanza, assistenza legale, e protezione dei propri diritti legali
  16. non dover subire la paura o la minaccia di un internamento ingiustificato in ospedale psichiatrico o in qualunque istituto di reclusione
  17. a non subire maltrattamenti fisici o abbandono terapeutico
  18. a non ricevere trattamenti farmacologici inappropriati o eccessivi
  19. (o i rappresentanti) all'accesso a documentazione personale in campo medico, psicologico, psichiatrico, educativo
Pensando al futuro, le associazioni

Le associazioni di genitori operano per dare un futuro e una speranza alle persone colpite da autismo:

  • AUTISME-EUROPE , raccoglie una quarantina di associazioni europee. La sede è in: Rue Van Becelaere 26 b, Bte 21; B1170 Bruxelles (Belgio); tel 0032-2-6757270.

In Italia aderiscono ad Autisme Europe :

  • ANFFAS Ass. Naz. Fam. Fanciulli Adulti Subnormali; Sede legale via Gianturco1, 00196 Roma
  • ANGSA Ass. Naz. Gentile. Sogg. Autistici, Sede legale a Roma via Casel Bruciato 13 tel 06- 43587555
  • APAMA Ass. Parenti e Amici Malati di Autismo Via Bolognese 238 Firenze tel. 055-400594
  • APRI Ass. Ricerca Italiana su sindrome di Down, autismo e danno cerebrale c/o ANFFAS via Rasi 14 Bologna tel 051 - 241480
  • ARPA Ass. Ital.. per la ricerca sulla psicosi e l'autismo tel. 06-6280728
  • ALA Ass. Lombarda per l'autismo tel. 02-48004879
AUTISMO: Bibliografia
  • AA.VV. "STORIE DI BAMBINI AUTISTICI" Quaderni dell'ANGSA, Omega ed '89
  • Birgen Sellin "PRIGIONIERO DI ME STESSO" Ed. Bollati-Boringhieri '95 - L'autore autistico, dopo 17 anni di mutismo patologico, rivela la ricchezza del suo mondo interiore usando la comunicazione facilitata
  • C.Park. C. "L'ASSEDIO" Astrolabio-Ubaldini '95
  • Donna Williams "NESSUNO IN NESSUN LUOGO" ed Guanda - Autistica parla e traduce in 3 lingue, si occupa di corsi di rieducazione per autistici. Nel libro la paura per le emozioni, vinta affidandosi a qualcuno, senza timore di perdersi
  • Laxer-Rituo "uno, senza il timore di perdersi. "AUTISMO, LA VERITÀ RIFIUTATA" Di Giacomo ed. - Si afferma che l'autismo derivi dall'alterazione funzionale delle aree del cervello che modulano la percezione. Si suggerisce come terapia , un intervento comportamentale.
  • AA.VV. Autismo: guida per genitori ed educatori ed. Raffaello Cortina 1994 AARONS-GITTENS "È L'AUTISMO? TEST DI VALUTAZIONE PSICOPEDAGOGICA" Erickson, 1993. Procedura diagnostica per individuare le componenti autistiche nel bambino.
  • Simpson-Zionts "COSA SAPERE SULL'AUTISMO" Erickson 1994
  • Tustin "PROTEZIONI AUTISTICHE NEI BAMBINI E NEGLI ADULTI" Raffaello Cortina. - L'autrice sottolinea che non tutti gli autistici hanno un danno cerebrale. Nella primissima infanzia i bambini autistici si sono sentiti brutalmente strappati a una madre, che per svariati motivi, era stata percepita come parte del loro corpo. Di qui l'intera vita sensoriale distorta, la fuga nel "guscio" per un riparo al vulcano di sentimenti attivato dall'esperienza prematura di essere un essere separato. Milcent "A.TU PER TU CON L'AUTISMO" Sansoni 1993
  • Wing "I BAMBINI AUTISTICI" Armando 1992. - In 3 parti: 1) possibili cause, 2) per i genitori centrata su gestione ed educazione, 3) inserimento in strutture specializzate
  • Schopler "STRATEGIE EDUCATIVE NELL'AUTISMO" (INTRODUZIONE AL TEACH) Masson 1995 - Indicazioni per insegnanti che devono elaborare i PEI (progg. educ. individualizzati), e per i genitori con esempi di intervento.
  • Zappella "IL PESCE BAMBINO" Feltrinelli 1976
  • Zappella "IL BAMBINO NELLA LUNA" Feltrinelli 1979
  • Zappella "NON VEDO NON SENTO NON PARLO" Mondadori 1984
  • Zappella "AUTISMO INFANTILE" La nuova Italia Scientifica 1996 ( in questo lavoro è descritto il metodo AERC).
  • Lovaas "L'AUTISMO" Omega ed. - Si rivolge alle famiglie e propone un metodo pratico per favorire l'apprendimento del linguaggio e di abilità fondamentali per l'autonomia personale. condizionamento operante.
  • Lelord-Sauvage "L'AUTISMO INFANTILE" Masson ed.
  • Brauner-Brauner "VIVERE CON UN BAMBINO AUTISTICO" Ginti-Barbera ed.
LE RIVISTE
  • LA ROSA BLU trimestrale sulle disabilità mentali dell'ANFFAS via Gianturco 1 Roma
  • RISPOSTE mensile dell'OASI (Ist. scient.di ricerca sulla disabilità mentale) Troina (En) tel. 0935 / 653438
  • BOLLETTINO ANGSA semestrale dell' associazione nazionale genitori soggetti autistici.
  • LINK trimestrale in francese o in inglese . Edito da Autisme-Europe.
Link di approfondimento

 

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  • : Blog di AUTISMO L'UNIONE FA LA FORZA
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  • : il nostro cammino autismolunionefalaforza.over-blog.it con le emozioni vere si puo'emergere dal silenzio ,delle pagine scritte con la loro storia interiore ,che colorano la vita ,con la purezza e il candore ,dipingendo e disegnando il sentiero per il mondo Cerchiamo di accogliere, comprendere ...e aiutare le persone con AutismoPer concludere, ritengo che si possa e si debba Anche per i genitori, pur colpiti così duramente da tanta sofferen.....
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