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13 febbraio 2012 1 13 /02 /febbraio /2012 19:32

 

 

 

67202_1508849239382_1178869264_31266235_3562431_n.jpgAutismo  l'obiettivo di dare una svolta alla sua vita e diventare vera, ossia del tutto simile a una persona "normale". come si si debba  rapportare, sin dai primi anni dell'infanzia, con il mondo e il diverso modo di vivere, vedere e capire tutto quello da cui e' circondato.E le famiglie devono capire ciò che puo' essere giusto..Un'occasione per capire meglio il mondo dell'autismo , da quante diverse prospettive può essere vista e vissuta la vita.

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Liane Holliday , scrittrice, madre di una bambina con sindrome
di Asperger, e lei stessa «Aspie», avverte che può essere pericoloso far giudicare interessi e manie a persone non autistiche. Infatti, sostiene, in molte situazioni
e ambiti coltivare forti interessi è considerato positivo e perfino ammirevole:
In fondo, mi chiedo, siamo poi così tanto diversi dai maratoneti, dagli alti dirigenti,
da chi fa bird watching, o dai neogenitori che contano ogni singolo
respiro emesso dai loro bambini? A me pare che molte persone,
(neurotipiche) o meno, abbiano manie di tutti i tipi. Per me, questo è un
fatto positivo, in quanto le manie, di per sé, non sono una cattiva abitudine.
Hanno molti lati buoni e implicano concentrazione e studio tenace. Sono la
materia necessaria per l’eccellenza. Tendo a credere che chi eccelle — gli artisti, i
musicisti, i filosofi, gli scienziati, gli scrittori, i ricercatori e gli atleti — debba
avere avuto una mania per il campo che ha scelto, altrimenti non sarebbe mai diventato
17050242_riflettendo-sul-convegno-sull-autismo-0.jpgun grande.
l’idea che avere interessi profondi vada bene per le persone normodotate ma non
per quelle con qualche disabilità:
Vorrei fare una domanda agli adolescenti.
D. Quand’è che una mania non è una mania?
R. Quando è per il calcio.
È assolutamente ingiusto! Sembra che la nostra società accetti serenamente
il fatto che molti uomini e ragazzi «vivano solo per il calcio» e
che la gente pensi che chi non lo fa non sia un vero maschio. Che cosa stupida!
Jackson continua sottolineando come la società sia rigida quando si tratta
delle questioni connesse con la differenza e la normalità:
Sono sicuro che se un genitore va da un dottore a raccontare che il proprio figlio
adolescente non smette mai di parlare di football, si sentirebbe rispondere
con una risata che è tutto perfettamente normale. Sembra come se dovessimo
essere tutti uguali. Perché nessuno capisce che il mondo proprio
non è fatto così? Di fatto a me piacerebbe che tutti parlassero di computer
tutto il giorno ma non lo pretendo e dopo un po’ gli altri mi dicono di stare zitto.
se gli educatori riuscissero ad avere una visione diversa delle manie, come fonti
di attrazione, passioni, interessi o entusiasmi e come potenziali strumenti,
sia essi stessi che i loro studenti potrebbero essere più soddisfatti, sereni ed
efficaci. Pensiamo infatti che le aree di interesse degli studenti possano essere di
enorme aiuto agli insegnanti..
 Un gruppo molto impegnato di operatori, insegnanti, genitori e amministratori si era riunito per elaborare un
progetto di integrazione e a un certo punto abbiamo cominciato a discutere su
come le scuole dovessero essere più sensibili ai bisogni degli studenti con autismo.
Vi racconto la  storia di Pedro, un bambino con autismo,
si era messo a gridare. Sentendo le urla, la signora Gomez era entrata in
aula. Aveva osservato due colleghe discutere su quale potesse essere il
modo appropriato per gestire la situazione. Pareva che Pedro avesse cominciato
a urlare perché l’insegnante gli aveva portato via il suo giocattolo
preferito, una balena. Credendo che il nuovo alunno avrebbe reso di più senza
la «distrazione» costituita dal suo oggetto preferito, aveva deciso di provare a toglierglielo.
L’insegnante in compresenza, una docente di sostegno, aveva una visione
diversa della situazione. «Cosa vuoi che faccia?» domandò quest’ultima alla
sua collega. «Voglio che faccia la sua parte. Voglio che partecipi» rispose lei.
L’insegnante di sostegno ci pensò un attimo e poi rispose: «Allora dagli la sua
balena e basta».
Ci piacque molto questa storia, soprattutto quando la signora Gomez ci
raccontò che poco dopo quell’episodio gli altri bambini cominciarono a portare a
Pedro foto di balene per rallegrarlo, sostenerlo e relazionarsi con lui. L’insegnante,
da parte sua, cominciò a inserire le balene nelle sue lezioni, negli esempi e più
in generale nell’ambiente della classe (ad esempio leggendo storie sulle balene e
usando adesivi a forma di balena sulle schede delle attività).
La storia di Pedro fu al centro delle nostre discussioni nei giorni successivi.
Pensavamo fosse un’ottima metafora di un approccio che, se adottato nelle scuole,
poteva cambiare il modo di considerare gli studenti, di sviluppare i programmi e
la didattica, di definire gli aiuti.
Questa semplice storia è la risposta ad altre persone come lei, e per rispetto verso i nostri
amici e colleghi con autismo che da tanto tempo cercano di dirci e di dimostrarci
che la diversità umana è un bene per la comunità e per la «classe». A volte gli
interessi possono davvero essere limitanti, ma possono anche essere liberatori,
tranquillizzanti, affascinanti, possono motivare e ispirare. In queste pagine, speriamo
di riuscire a comunicare che le passioni, gli interessi e le aree di competenza
che spesso sono così importanti per gli studenti con autismo (come anche per gli
altri) dovrebbero essere valorizzati, onorati, rispettati e usati come strumenti per
insegnare, sostenere e integrare gli studenti.

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  • : Blog di AUTISMO L'UNIONE FA LA FORZA
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  • : il nostro cammino autismolunionefalaforza.over-blog.it con le emozioni vere si puo'emergere dal silenzio ,delle pagine scritte con la loro storia interiore ,che colorano la vita ,con la purezza e il candore ,dipingendo e disegnando il sentiero per il mondo Cerchiamo di accogliere, comprendere ...e aiutare le persone con AutismoPer concludere, ritengo che si possa e si debba Anche per i genitori, pur colpiti così duramente da tanta sofferen.....
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