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1 dicembre 2012 6 01 /12 /dicembre /2012 09:52

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“Chi può definire chi è diverso e chi è normale?”

La legge? La società? O forse ognuno di noi con i propri comportamenti! Forse nessuno!!
“Che cos’è la normalità? Una parola che nemmeno il vocabolario spiega esaurientemente, qualcosa di astratto, di difficilmente definibile, dura da comprendere.

Potrebbe essere tutto e niente: ognuno di noi pensa di essere normale secondo le sue caratteristiche e a volte giudica gli altri suoi simili diversi: e gli altri come ci considereranno ? Normali o diversi? E se diversi, diversi da cosa? Per cosa? In cosa?

Ecco che la normalità è una cosa soggettiva, per cui ognuno di noi ne ha una propria definizione. Se ci dicono allora che siamo diversi, non dobbiamo risentircene, poiché ciò che è diversità per uno può essere normalità per un altro!”

“E’ inutile cercare di spiegare cos’è la normalità, poiché, se si osserva a fondo il suo significato, si capisce che si tratta di una cosa che non esiste, ma che è il frutto del bisogno di sentirsi tutti uguali; lo stesso potrebbe dirsi per l’idea di diversità, essa risponde al bisogno di non considerarsi tutti uguali, di potersi distinguere.”

“Forse essere normali vuol dire alzarsi al mattino con la preoccupazione del lavoro o della scuola , aspettare la domenica per potersi riposare dopo una settimana stressante, o ancora avere due gambe, due braccia, due occhi.

Avere determinati requisiti può voler dire essere normali?

No, perché la normalità è qualcosa di più di una semplice visione, la normalità è una sensazione, un’impressione, che più cerchi di spiegare e più crea contraddizioni.”

“La normalità non esiste, non è traducibile in parametri universali, essa è pura soggettività: qualcosa che è normale per me, perché sta nei miei parametri di normalità, non è normale per un altro che guardi il mondo con occhi e riferimenti diversi.

Esistono molte persone che non vogliono essere normali, che con i normali non vogliono essere confusi, che desiderano essere considerate diverse, ma...lo saranno solo per quelli che la pensano diversamente da loro! Per coloro, che allo stesso loro modo vogliono essere diversi, saranno certamente normali.”

 


“Chiunque può definire la parola normalità, ma non sarà mai una definizione vera e propria, uguale per tutti, sarà un’idea, un parere dato secondo i propri canoni, seguendo le proprie idee e i propri pensieri. In questa progredita società la gente giudica diversi gli handicappati, gli omosessuali, spesso gli anziani e molte altre persone.

Nel caso dei disabili si parla di diversità perché essi, a causa di malformazioni o incidenti, sono emarginati dalla società, senza che ne abbiano colpa e la maggior parte di coloro che si considerano “normali” non fa niente per combattere questo problema.”

“Ognuno è diverso e quindi non normale rispetto all’altro. Ognuno infatti dentro di sé si sente normale nel modo di vestirsi, di comportarsi, di parlare e tante volte di vivere.”

 

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