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21 ottobre 2012 7 21 /10 /ottobre /2012 09:17

Una poesia per l'integrazione IO E ELISA... Scritto da Novionline sabato 07 marzo 2009 Abbiamo ricevuto questa poesia, molto bella e profonda, che un ragazzo novese ha scritto e dedicato ad una compagna disabile. Vogliamo darle visibilità perchè, oltre ad essere un testo molto bello e non retorico, è la manifestazione spontanea e non indotta di uno stato d'animo di un adolescente nei confronti di una compagna in difficoltà. Questa è la dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che la sensibilità dei giovani è un patrimonio prezioso di speranza e di ottimismo. La vera integrazione scolastica, necessita di tanti supporti indispensabili (insegnanti di sostegno preparati, eliminazione delle barriere architettoniche, aule attrezzate e supporti informatici, collaborazione con gli specialisti e le famiglie), ma quello che conta veramente è un ambiente accogliente, dinamiche interpersonali con i compagni, tra i ragazzi che sono schietti e sinceri e non ostentano pietismo ma ricercano vie di comunicazione che gli adulti spesso non sanno più mettere in atto. Come in questo caso, in cui un ragazzo si pone delle domande senza trovarvi una risposta, ma non per questo smette di sperare ed infondere il proprio sentimento ad Elisa.

 

 

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Io e Elisa... Forse cerco qualcosa... che ho desiderato da tanto, ma non ho mai trovato... Oggi ci sentiamo soli, il nostro cuore è triste. I pensieri lontani il sorriso che non troviamo; il tempo si ferma... Perché siamo diversi? Quando il sole sorge, i passi lontani, quando tramonta solo il silenzio... Siamo soli e tristi nel nostro cuore, circondati da parole e da pensieri sotto al sole. Tra i ricordi offuscati e le lacrime del nostro sguardo e del nostro cuore solo. In un mondo triste due fiori bianchi, in fondo al prato; una farfalla che non riesce a volare... Aspettiamo la primavera, sotto alla neve fredda e l'inverno lungo. Guardo dal mio cuore una piccola luce, e il mare... Libero, forse solo lui perché può sognare... Un desiderio portato dal vento troppo lontano e diverso, per essere ascoltato... Raccogliere un fiore e chiedergli scusa. Non avete mai provato solo per un attimo, a tendere la mano e a guardare quelli che sono tristi e soli... Le stelle, il vento, il sole: in questo attimo infinito... La vita guardare in alto, vedere la pioggia e per chi sa guardare, un cielo azzurro... Perché... perché ci avete costretto ad essere diversi, perché avete spezzato il nostro cuore. Perché ci avete abbandonato; vi abbiamo cercato a lungo e non vi abbiamo trovato. Sotto la neve come il nostro pianto. Aspetto il rifiorire di parole che non ho sentito, e i nostri pensieri hanno sofferto... L'amicizia vera che non c'è mai stata, un sorriso sincero. Ma un angolo del nostro cuore ancora caldo e rosso, vi sta aspettando, un giorno, un attimo, un pensiero... Oggi, questa sera siamo ancora soli, e sogniamo; questa notte che domani cambierà. E prima di giudicarci, piangere, pensate che forse un giorno capirete che non siamo tanto diversi; è solo che bisogna provare ad ascoltare, a sognare e a credere... L'ultimo verso contiene un messaggio straordinario, un monito per tutti, giovani e meno giovani. Grazie!

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